Il Museo

Il museo di Sassello



Il MUSEO di Sassello | Stampa |  E-mail
Domenica 06 Giugno 2010 19:18

Sassello ha un Museo: il MUSEO PERRANDO.

Sala espositivaIl Museo Perrando, inaugurato ufficialmente il 17 settembre 1967, fu inizialmente collocato nel secondo piano del palazzo.

Il 26 aprile 1980 fu inaugurata, nel primo piano, la biblioteca, realizzando così quel polo culturale che testimoniasse l'antica tradizione storica del paese.

Il museo ha subito in questi ultimi anni varie trasformazioni, grazie all'intervento dell'associazione Amici del Sassello e del Centro Culturale Comprensoriale, che, in collaborazione con le scuole elementari e medie, hanno concentrato i loro maggiori sforzi nel renderne la visita il più didattica possibile.

Il palazzo, ora gestito unicamente dall'associazione "Amici del Sassello" tramite una apposita convenzione con il Comune di Sassello, si presenta ora così diviso:

* piano terra - mostra permanente di cultura materiale;

* primo piano - biblioteca, archivio storico, sala riunioni e proiezioni;

* secondo piano - sezioni museali (naturalistica, preistorica, medioevale, beni famiglia Perrando).

 
Il MUSEO: La sezione preistorica | Stampa |  E-mail
Domenica 06 Giugno 2010 19:13

Il comprensorio del Monte Beigua che ha il suo centro maggiore nel comune di Sassello, e che, aprendosi dai contrafforti montuosi dell'appennino ligure, si sviluppa verso la piana piemontese, è stata una delle aree ad aver fornito in assoluto i primi reperti o strumenti preistorici conosciuti della Liguria.

Agli albori delle conoscenze sui nostri antenati, più o meno lontani nel tempo, è stato proprio questo territorio, con il Finalese, a fornire i primi sicuri indizi della loro presenza e ciò accadeva verso la metà del 1800.

Il merito di queste prime, importanti scoperte va attribuito a due ricercatori della zona che hanno iscritto il loro nome nella storia della paletnologia ligure creando anche due importanti collezioni che ancor oggi è possibile ammirare.

Si tratta del già citato Don P. D. Perrando e di Giambattista Rossi (1859-1909) che, nel corso delle ricerche sul territorio riuscirono a raccogliere alcune migliaia di manufatti.

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Il MUSEO: la sezione naturalistica | Stampa |  E-mail
Domenica 06 Giugno 2010 19:12

(1887-1971), storico locale appassionato anche di ricerche paleontologiche. Primo presidente dell'associazione Amici del Sassello, fu uno dei fondatori del museo. Ci ha lasciato il monumentale volume "Storia di Sassello" che con una messe di scritti e documenti formano oggetto di ricerca per chiunque voglia occuparsi della storia locale.

Una delle maggiori risorse naturalistiche dell'area del monte Beigua sono i minerali. Di particolare interesse scientifico, sono da sempre apprezzati anche da collezionisti e commercianti per la loro conformazione in cristalli di grosse dimensioni - granati, titanite, vesuvianite - dovuta ai profondi rivolgimenti della crosta terrestre che hanno portato in luce quello che i geologi definiscono "gruppo di Voltri".

Attualmente nella zona, ora parco naturale, vi è vietata la raccolta dei minerali.

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Il MUSEO: Il Medioevo | Stampa |  E-mail
Domenica 06 Giugno 2010 19:11

La sala espone in gran parte materiale archeologico proveniente dal castello della Bastia Soprana di Sassello, dove, negli anni sessanta, sono state condotte alcune campagne di scavo.

La stratigrafia ha restituito frammenti di ceramiche di svariata provenienza e una discreta collezione di monete di vario conio, databili al XIII sec..

La Bastia Soprana dominava l’allora antico nucleo urbano, esteso verso le case della Villa, del Piano e della chiesa di S. Giovanni Battista.

La torre che ancora oggi rimane è detta "dei Saraceni", dalla leggenda che vuole il paese distrutto da quei predoni intorno al 935. E’ noto che i saraceni distrussero l’abbazia di Gesù Salvatore in Giusvalla e poi saccheggiarono Acqui Terme, ma nulla conferma la loro presenza nel sassellese.

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il MUSEO: I beni della famigia Perrando | Stampa |  E-mail
Domenica 06 Giugno 2010 18:59

La libreria della famiglia Perrando"...che i miei mobili e le mie suppellettili che hanno maggior pregio, assieme ai miei libri, documenti, e ai ricordi di famiglia, siano raccolti e conservati in una parte dei locali della mia casa, da destinarsi a museo-biblioteca accessibile al pubblico".

Così Ebe Perrando, l’ultima superstite di questa famiglia, scrisse nel proprio testamento datato 18 marzo 1961.

Nel pieno rispetto di questo nobile gesto si è cercato di rappresentare nelle quattro sale della sezione la ricostruzione di parte dell’arredo che si trovava nel palazzo secondo la presunta originaria posizione.

La sala 4 è sicuramente la più reale e suggestiva. Le librerie che coprono le pareti sembrano aver fermato il tempo, quando i membri della famiglia vi si raccoglievano in studi di diritto, teologia, medicina, geografia, archeologia o si distendevano con testi di narrativa e di poesia.

 

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